UMBRIA

PERUGIA

Storia

La città, ubicata su un'altura dominante la valle del Tevere, fu fondata, molto probabilmente, dalla popolazione degli Umbri (dai Sarsinati, secondo Servio). Alcune tracce archeologiche sembrerebbero confermare questa prima ipotesi. Il processo di urbanizzazione ebbe inizio a seguito della conquista etrusca intorno al VI sec. a.C. La città divenne, assieme ad altri centri umbri e toscani, una delle più importanti sedi delle lucumonie etrusche. Dal V sec. a.C. vennero intensificati gli scambi commerciali con le altre aree etrusche: a testimonianza di questa fioritura economica vi è la pregevole produzione di ceramica a figure rosse. Entrata a far parte della federazione di carattere sacrale, di cui ne facevano parte i 12 centri etruschi più importanti, contrastò l'espansione di Roma lungo la valle del Tevere.
A partire dal III sec. a.C., la città si muniva di una possente cinta muraria, lunga circa 3 km, costituita da blocchi di travertino, che racchiude il Colle Landone e il Colle del Sole sui quali si erge la città. Dopo la sconfitta di Sentino (295 a.C.), la città entrò nell'orbita di Roma. Durante la seconda guerra punica, combattè al fianco di Roma e, in seguito alla battaglia del Trasimeno (217 a.C.), offrì rifugio, entro le sue poderose mura, all'esercito romano, assumendo così il titolo municipale. L' incremento demografico che investe la città durante il III ed il II sec. a.C., si riflette soprattutto nella diffusione di tombe appartenenti ad individui di classe media. Si afferma parallelamente l'uso dell'incinerazione e delle urne cinerarie: all'interno le tombe non contengono più solamente una o due deposizioni ma i componenti di un' intera gens, a testimonianza del profondo mutamento sociale.
Durante la lotta tra Ottaviano e Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio, la città si schierò per quest'ultimo: posta sotto assedio, nel 40 a.C. (bellum Perusinum, 41-40 a.C.), Lucio Antonio si arrese e la città fu conquistata e data alle fiamme. Poco tempo dopo fu comunque ricostruita per volere di Augusto, in onore del quale si chiamò Augusta Perusia, e fu inserita nella VII Regione.

Ipogeo dei Volumni - Necropoli del Palazzone

Questa celebre tomba etrusca, scavata nella roccia, fa parte della vasta necropoli del Palazzone, indagata sin dall'800 e, in seguito, dal 1963 in avanti. Non è certa la datazione: approssimativamente può essere collocata nella seconda metà del II sec. a.C. Vi si accede tramite una ripida scalinata (dromos). La conformazione degli ambienti sotterranei, con soffitti decorati, riproduce la struttura architettonica di una casa romana. L'iscrizione etrusca presente sullo stipite della porta di accesso, in tre righe verticali, e quelle poste sulle urne cinerarie, permettono di far risalire la fondazione e la proprietà della tomba alla famiglia dei Volumna (Volumni è il nome latino).
La tomba è articolata in dieci ambienti: sul grande atrio centrale rettangolare, con tetto ligneo a doppio spiovente,si aprono due stanze (cubicola) per ogni lato, il tablinum sul fondo e due alae. Nel tablinum sono presenti ben sette urne cinerarie con iscrizioni, di cui sei etrusche ed una romana. L'urna più importante è quella di Arnth Velimnas Aules, capo famiglia e magistrato, rappresentato disteso sulla kline mentre presenta offerte agli dei. In basso, sono scolpite due Lase (divinità infernali alate) guardiane della porta dell'Ade. Sulla destra vi sono altre quattro urne in travertino, appartenenti agli altri componenti della famiglia.

Arco di Augusto

L'Arco Etrusco o di Augusto è una delle sette porte delle mura etrusche di Perugia. Fu costruito nella seconda metà del III secolo a.C. e fu fatto ristrutturare da Augusto nel 40 a.C. dopo la sua vittoria nella Guerra di Perugia. È costituito da una facciata attraversata da un solo fornice e da due torrioni trapezoidali. Sopra l'arco (a due filari concentrici) vi è un fregio ornato da metope con scudi rotondi e triglifi; sopra questo vi è un altro archetto tra due pilastri. Nel filare interno possiamo leggere la scritta "Augusta Perusia", cioè il nome della città dopo la ricostruzione del 40; nel filare esterno vi è incisa la scritta "Colonia Vibia", per testimoniare lo "ius coloniæ" ricevuto da Treboniano Gallo. La loggia sulla torre di sinistra è stata aggiunta nel XVI secolo, mentre la fontana ai piedi della stessa torre è stata finita di costruire nel 1621.

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